LE TORRI DI “BERGAMO BASSA”

Trattare delle torri della Città Bassa mi obbliga a saltare da un periodo storico all’altro, diversamente dal primo articolo su questo argomento che invece, trattando della Città Alta, descriveva edifici pressappoco coevi.

Il filo conduttore di questo articolo sarà allora non il tempo ma un percorso, una visita, che un turista interessato a questo tipo di edifici potrebbe fare.

Immaginiamo quindi un viaggiatore che arrivi, ai nostri giorni, a Bergamo; molto probabilmente arriverà in macchina, con l’autostrada e allora la prima torre che incontrerà appartiene ad un passato prossimo, ossia agli anni ’40 del secolo scorso, stiamo parlando della Torre dei Venti.

La Torre dei Venti

E’ per l’appunto la prima torre che si incontra raggiungendo Bergamo dall’autostrada, infatti è ubicata esattamente lungo la A4, presso lo svincolo di ingresso alla città.

E’ una torre a base esagonale, in klinker, con otto finestrelle su ogni lato e copertura a forma tronco-conica.

Essa è stata progettata dall’architetto Alziro Bergonzo e costruita nel 1940, è la terza torre realizzata in città durante il regime fascista; sulla sommità delle facciate ci sono dei pannelli scultorei in cemento colorato ad opera dello scultore Leone Lodi che raffigurano soggetti e slogan relativi al popolo, alla città ed al fascismo.

Essa fu realizzata in soli tre mesi per la visita del duce alla città di Bergamo e doveva servire come sede per la polizia stradale, negli anni è stata poi utilizzata come caserma e magazzino.

Il suo nome è dovuto probabilmente al fatto che la torre fosse esposta ai venti da tutte le direzioni, essa sorgeva su un prato ben curato, con piante, fiori e laghetti (come raffigura la foto d’epoca); la sera veniva illuminata, con la scritta “Bergamo” ben visibile: un biglietto da visita per la città.

 

 

E se invece il nostro turista si muovesse in treno? Beh, in questo caso per incontrare la prima torre, uscito dalla stazione ferroviaria, dovrebbe fare una bella passeggiata lungo il viale Papa Giovanni XXIII fino ad arrivare alla Torre dei Caduti.

La Torre dei Caduti

Inaugurata nel 1924 da Mussolini e realizzata su progetto dell’architetto Piacentini, fu costruita sull’allora prato di Sant’Alessandro, l’area su cui si svolgeva la fiera di Sant’Alessandro una delle più note ed antiche della Lombardia. La torre infatti inizialmente era stata progettata come elemento decorativo per valorizzare e rilanciare il quadrilatero della Fiera.

La grande guerra ne rallentò la costruzione e quando fu inaugurata la sua dedicazione venne modificata a luogo di commemorazione dei caduti.

L’edificio è a pianta quadrata, alto 45 metri e realizzato in pietra arenaria di Bagnatica, con conci che ricordano i muri della Torre del Gombito, in Città Alta.

La torre è coronata alla sua sommità da un castello campanario realizzato nel 1948 a sostituzione delle campane originali.

L’esterno presenta un orologio in marmo di Zandobbio attorniato da quattro mascheroni dello stesso materiale che raffigurano i venti: metaforicamente rappresentano la caducità del tempo.

L’orologio, alto 192 cm e largo 155 è stato recentemente restaurato, assieme a tutta la torre, ed è nuovamente funzionante, con una carica manuale di 14 ore, con ricarica ogni 12 ore.

Al di sotto è presente una statua in bronzo dell’Italia vittoriosa e ancora più sotto lo stemma della città, all’interno di una finestra riccamente decorata con marmi policromi.

L’interno è suddiviso in cinque piani, il primo piano ospita un sacrario, da questo parte un percorso espositivo che narra dell’evoluzione dell’area su cui sorge la torre da luogo della fiera a moderno centro amministrativo e commerciale.

Il recente restauro l’ha riportata ad essere un luogo fruibile dalla cittadinanza, infatti è tornata ad essere visitabile dal pubblico, trasformata in museo.

 

Visitata questa torre il turista dovrà fare ancora una breve passeggiata lungo il Sentierone per poi girare a sinistra e raggiungere un’altra torre dello stesso periodo, quella del palazzo delle Poste Centrali.

La Torre delle Poste e Telegrafi

L’edificio fu inaugurato pochi anni dopo la Torre dei Caduti, nel 1932: il suo progetto, affidato all’architetto Mazzoni, doveva completare verso nord l’area della Fiera e raccordarsi armonicamente con gli edifici piacentiniani.

La torre ospita anch’essa un orologio che il suo progettista ha voluto illuminato di rosso, a rievocare i fuochi di segnalazione.

 

Se invece il viaggiatore non fosse dei nostri giorni, se fosse possibile catapultarci in un passato lontano, intorno al 1400 – 1500, probabilmente si tratterebbe di una persona che raggiunge Bergamo per motivi lavorativi o commerciali.

Si troverebbe davanti una Città Bassa murata, con una serie di porte e molte torri; di questa cinta muraria pochissime tracce sono arrivate ai nostri giorni, una di queste – l’unica torre ancora esistente – è la Torre del Galgario.

 La Torre del Galgario

TORRE DEL GALGARIO

Faceva parte del sistema fortilizio delle Muraine, mura edificate a partire dal Medioevo per racchiudere la città che si era sviluppata all’ombra della città alta e per separarla così dalla campagna; le mura vennero modificate ad opera delle Repubblica di Venezia nella prima metà del ‘400.

Erano mura difensive non molto alte, si ritiene avessero un’altezza di 6 metri più 1,5 metri di merlatura, edificate lungo la roggia Serio Inferiore “Fossatum comunis Pergami”, canale che era stato realizzato con le acque del fiume Serio per motivi difensivi e che aveva permesso lo sviluppo di una serie di attività produttive che necessitavano di grandi quantità d’acqua.

Le Muraine contenevano sei porte, 31 torri quadre e 2 torri tonde una delle quali è appunto quella del Galgario.

Persa la loro funzione difensiva restò quella daziaria fino alla loro demolizione nel 1901.

La torre del Galgario è l’unica torre sopravvissuta alla demolizione, è in blocchi di arenaria e la sommità doveva essere coperta da tetto in tegole. Il nome deriva da calchera o calcarium: forno da calce.

Essa non è visitabile, è un cilindro cavo con una scala a pioli murata che permette la salita ad un piano intermedio. Sulle pareti alcune finestre permettono la visione verso l’esterno.

Alcuni stemmi viscontei sono immurati sulla muratura esterna e nel 1950 il Comune ha aggiunto una lapide in marmo con lo sviluppo delle Muraine come dalla ricostruzione dell’architetto Angelini.

 

E con quest’ultima descrizione il tour delle torri è terminato, spero vi sia interessato leggerlo come a me scriverlo.

A presto!

Anna