LOCALI COMMERCIALI E BARRIERE ARCHITETTONICHE: FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA

 

Chi decide di aprire un’attività commerciale e non ha esperienza nel settore si trova a dover affrontare numerose sfide fatte di regolamenti da conoscere e rispettare, prescrizioni da ottemperare, autorizzazioni da richiedere e purtroppo, essendo vari e diversi gli ambiti normativi, non esiste un’associazione di categoria, un consulente, un tecnico che possa affiancarsi al neofita e fornirgli le risposte per tutti i quesiti.

In questo articolo tratterò di uno degli aspetti che è necessario approfondire, ossia dell’abbattimento delle barriere architettoniche.wheelchair-1230101_1280

La prima legge italiana che affronta questo argomento è una legge finanziaria del 1986, seguita nel 1989 dalle prime e proprie leggi specifiche; con esse finalmente il legislatore si pone il problema di rendere accessibili tutti gli spazi a coloro che hanno difficoltà o limitazioni motorie.

In questi 30 anni sono state introdotte modifiche, integrazioni normative, leggi regionali, la materia è stata riassunta all’interno del Testo Unico per l’Edilizia, molti Comuni hanno emesso articoli specifici nei propri regolamenti comunali e, proprio per questo, l’argomento non è affatto semplice da affrontare e comprendere.

Quello che è peggio, a mio parere, è che l’abbattimento delle barriere architettoniche è visto come un onere, una spesa ulteriore da mettere in budget – e non essendoci sovvenzioni è realmente così – perdendo completamente di vista il fatto che un paese che voglia definirsi civile e voglia offrire pari opportunità a tutti i propri cittadini non può esimersi dal permettere a tutti di accedere a tutti i luoghi, siano essi pubblici e privati.

Fatta questa lunga premessa entriamo nel dettaglio e vediamo quali caratteristiche deve avere un nuovo esercizio commerciale o che sia stato oggetto di ristrutturazione rispetto all’accessibilità ai disabili.

Entrare

Innanzi tutto una persona che si muove su una carrozzina deve poter entrare  nel locale, sembra ovvio ma spesso non lo è.

Ciò può essere realizzato in vari modi: con una soglia di ingresso di altezza non superiore a 2,5 cm rispetto alla quota marciapiede oppure con una rampa di accesso la cui pendenza non superi l’8%, con un servo-scala o similari.

La porta di accesso inoltre deve avere dimensioni adeguate per il passaggio di persone con difficoltà motorie, ad esempio di un anziano tenuto a braccetto dal suo accompagnatore.

Muoversi

All’interno del locale il cliente deve potersi muovere e quindi devono essere rispettate delle dimensioni minime per i passaggi (150 cm), per le porte (meglio se da 80 cm in su), gli arredi devono inoltre essere fruibili per un cliente in carrozzina.

Il pavimento dev’essere realizzato in materiale antisdrucciolevole, si devono evitare spigoli vivi negli arredi e rispettare tutti gli accorgimenti, fatti anche di buon senso, che riducano al minimo i disagi per le persone con difficoltà motorie.

Andare in bagno

Non tutti i locali commerciali devono avere un bagno per la clientela, un parrucchiere, un fruttivendolo, ad esempio, non devono averlo: il bagno dev’esserci ma ad esclusivo servizio dei lavoratori.wc-111092_1280

Il bagno per la clientela è obbligatorio in tutti quegli esercizi di somministrazione ossia bar, pizzerie, ristoranti ma ad esempio non è obbligatorio nei locali da asporto o dove la somministrazione non è assistita ossia dove il cliente ordina il prodotto, lo ritira al banco e si siede a mangiarlo nel locale stesso o subito fuori.

Quando è necessario dotarsi  di un bagno per la clientela, questo dev’essere necessariamente accessibile ai disabili ossia rispettare delle dimensioni minime sia di spazi che di distanze tra i sanitari per permettere l’utilizzo in autonomia ad un cliente in carrozzina.

Vediamo più in dettaglio i requisiti minimi del servizio igienico:

  • La porta dev’essere apribile verso l’esterno oppure essere scorrevole, questo perché in caso di emergenza da fuori si possa aprire e soccorrere chi nel bagno è caduto.
  • Il water dev’essere posizionato a 40 cm dal muro (misurati dall’asse del water) e dall’altro lato devono esserci altri 100 cm liberi (sempre dall’asse) per permettere l’accostamento di una carrozzina.
    L’apparecchio deve avere il piano superiore a 45 -50 cm da terra e lo spazio davanti al wc dev’essere di almeno 75 cm.
    Vicino al water, nel lato opposto a quello dell’accostamento, dev’essere posizionato un maniglione, ad 80 cm da terra.
  • Davanti al lavabo dev’esserci uno spazio libero di 80 cm, il lavabo dev’essere sospeso ed il piano superiore dev’essere a 80 cm dal pavimento.

Queste sono le prescrizioni minime stabilite dalla normativa, che, contrariamente a quanto spesso si pensa, non indica dimensioni minime per il bagno, l’importante è che questo, qualunque sia la sua forma, rispetti le distanze sopra indicate. Ovviamente se è possibile realizzare un servizio igienico più spazioso che permetta anche la rotazione completa della carrozzina si darà un servizio migliore ai propri clienti.

Per concludere ricordiamoci che i lavori di ristrutturazione godono della detrazione fiscale del 50% e che se fosse necessario dotare il proprio esercizio di un servo-scala, questo dispositivo gode dell’IVA agevolata al 4%.

A presto!

Anna